Stipendi dei calciatori, chi si deve vergognare per i tagli?

Lega Serie A e Associazione Italiana Calciatori ai ferri corti. Ieri doveva essere la giornata in cui Lega e Assocalciatori avrebbero dovuto trovare una soluzione per il taglio degli stipendi dei giocatori invece è tutto di nuovo in alto mare. La Lega guidata dal presidente Paolo Dal Pino e dall’amministratore delegato Luigi De Siervo ha approvato all’unanimità (19 società perché la Juventus ha già trovato un accordo con i suoi dipendenti) le linee guida per la riduzione dei compensi di tutti i tesserati. Il taglio previsto è del 30% degli stipendi, pari a circa 4 mensilità, nel caso in cui il campionato non ripartisse, di 2 se la stagione arrivasse a termine, tutto compreso anche i premi relativi al raggiungimento degli obiettivi sportivi.  

Alla lettura del comunicato la controparte, l’Associazione Calciatori, ha avuto un sobbalzo. Per i calciatori la proposta suona come una provocazione irricevibile. Durissimi i commenti da parte dei rappresentanti sindacali dei giocatori che imputano ai presidenti la volontà di scaricare sui calciatori il danno economico derivante dalla crisi e il tentativo di metterli in cattiva luce. 

Una proposta folle” tuona Damiano Tommasi presidente AIC in una intervista a Il Romanista “vogliono scaricare la crisi sui giocatori. Sono capaci di vendere Fontana di Trevi“. Poi al telefono con l’ANSA  rincara “Come ha detto Messi non riesco a capire la logica imprenditoriale alla base di questo comportamento: mettere in cattiva luce i giocatori, principali protagonisti dello spettacolo, quando tutti o quasi stanno già discutendo con i club come uscire insieme da questa crisi. Mi pare una follia”.  

Si tratta di una provocazione”  gli fa eco Umberto Calcagno vicepresidente dell’AIC  in una intervista a calciomercato.it, “L’assemblea di Lega non ha alcun potere giuridico sulle contrattazioni che sono già in atto tra i club e i singoli calciatori” poi apre al dialogo “Spero che si continui a dialogare come già stava avvenendo squadra per squadra” ma con la prospettiva di ripercussioni anche gravi “non è da escludere che si possa arrivare a contenziosi sul dovuto o sul non dovuto. C’è anche la prospettiva, per qualche giocatore, di mettere in mora la società e svincolarsi”.

Insomma lo tsunami provocato dal coronavirus investe in pieno anche il pianeta calcio e lo scuote profondamente facendo tremare le fondamenta che rischiano di tracollare sotto l’impatto economico della crisi. Le perdite della Serie A che secondo stime oscillerebbero tra i 700 milioni in caso di stop e di 220 se si torna in campo si rifletteranno anche sulle categorie inferiori che già soffrono una situazione finanziaria al limite del sopportabile. Il virus rischia d incidere pesantemente sul calcio nazionale lasciando tracce indelebili e  ridisegnandone i confini.

Il contrasto tra presidenti e calciatori non lascia indifferenti i tifosi che seguono via social dalle loro quarantene. Complici il tanto tempo a disposizione, il prolungarsi della quarantena e le crescenti preoccupazioni riguardo il futuro personale sono migliaia i commenti sulla vicenda che appassionati e non riversano nei profili dei protagonisti. Vittime preferite i calciatori accusati di essere dei ricchi privilegiati. Pesanti le parole. “Pagliacci”, i calciatori  visti come persone al di fuori della realtà e anzi scollegati dal resto.

Cosa forse vera per le star, i big del pallone della massima serie, coccolati e vezzeggiati fino all’inverosimile ma di certo non valida per le migliaia di calciatori delle squadre minori e delle categorie inferiori che rischiano ripercussioni durissime con i tagli previsti e forse anche inevitabili. Controversia e polemiche che stonano con quanto accade nel Paese ma il calcio, anche nel recentissimo passato, ha mostrato tutti i suoi limiti di percezione del contesto in cui è collocato. Una separatezza sempre più incomprensibile.

Eugenio Mataletti

Giornalista con due passioni, lo sport e l’ambiente, e la ventura di raccontarli da tempo in televisione, per radio, sulla carta stampata e online. Ma il meglio deve ancora venire

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: