Riparte la Serie A, un’abbuffata di calcio tv

Dopo l’aperitivo della Coppa Italia che ha fatto brindare il Napoli, risaltare Gattuso e festeggiare i napoletani come ai tempi del pre-coronavirus, torna la Serie A, riparte da dove si era fermata oltre tre mesi fa. Sabato e domenica si recuperano le quattro gare della 25esima giornata; sabato 20 ore 19,30 Torino-Parma; ore 21,45 Verona-Cagliari; domenica 21 ore 19,30 Atalanta-Sassuolo; ore 21,45 Inter-Sampdoria.

Poi uno spezzatino lunghissimo che terrà gli appassionati incollati davanti alla tv. Tutte le squadre ripartiranno alla pari per l’ottava giornata del girone di ritorno. Altre 120 partite concentrate dal 22 giugno al 2 agosto. Si giocherà quasi tutti i giorni in attesa di concludere la stagione con le partite di Champions League e Europa League da giocare in Portogallo e in Germania raggruppate come in un tabellone tennistico. Giusto in tempo per riprendere subito dopo la stagione 2020/2021 che come in una volata senza respiro porterà ai campionati Europei itineranti del giugno 2021.

Un’abbuffata di calcio rivoluzionato e sterilizzato dalle norme del protocollo adottato per poter tornare in campo. Superato anche l’ultimo ostacolo che ne avrebbe potuto frenare il completo e puntuale svolgimento fino a conclusione perché in caso di positività di un tesserato la quarantena riguarderà solo lui e i suoi contatti stretti e non più tutta la squadra come in precedenza che invece sarà sottoposta a test rapidi. Il governo ha provveduto a modificare questa regola che in questo modo garantisce la conclusione del torneo così da poter assegnare il titolo, tutte le posizioni per l’accesso ai tornei europei del prossimo anno e le retrocessioni in Serie B.

Le tre partite di Coppa Italia, che per l’occasione sfoggiava il nuovo sponsor, hanno fatto fare agli italiani un altro passo in avanti verso una normalità ancora provvisoria e un po’ inconsapevole ma di certo più gratificante dopo un lungo periodo di affanni. Ripresa però che ha mostrato molti aspetti deludenti. Per rimanere al campo, il gioco mostrato dalle squadre impegnate. Le ruggini del lockdown sui giocatori si sono fatte sentire e si sono viste. Calciatori non in forma, partite deludenti e senza tante emozioni. Meglio la finale tra Napoli e Juventus, più avvincente soprattutto per l’esito ai rigori e per la vittoria dei partenopei sfavoriti dai pronostici della vigilia ma comunque lontana dagli standard di queste due squadre.

Non sono mancati assembramenti e vicinanze, sia durante la partita che dopo. Tutto prevedibile ma non evitato. Polemiche per l’esecuzione incerta dell’Inno di Mameli da parte di Sergio Sylvestre. Social sommersi da critiche e ironie per l’alterazione digitale che ha riempito le tribune dell’Olimpico svuotate dalle norme anti covid-19, facendo sembrare il contesto dello stadio più simile a quello di una consolle per giochi casalinghi che non ad un’arena sportiva all’aria aperta.

Contrasti e discussioni roventi per l’esultanza post-partita dei napoletani che hanno invaso la città con feste e allegria senza rispettare i distanziamenti di sicurezza e le norme anti coronavirus e che hanno creato polemiche ancora più incandescenti perché in contrasto con il tentativo di creare un clima anestetizzato. Scene già viste anche in altre recenti occasioni non sportive che fanno dubitare sulla tenuta di queste normative nel prossimo futuro e dell’utilizzo strumentale che se ne fa.

Insomma, riparte il calcio che non si fa mancare le polemiche in attesa di quelle più congeniali e abituali su arbitraggi, schemi, allenamenti, tecnica. La Serie A, come detto, riprende con una striscia di partite consecutive lunga tre mesi che ci porterà verso il finale di questa stagione e senza, o quasi, soluzione di continuità nella prossima e successivamente agli Europei. Il ritorno alla normalità forse nel 21/22. Inizia una lunghissima attraversata del deserto che ha come meta quella di salvare il calcio e tutti i suoi annessi finanziari ed economici. Unici assenti: pubblico e passione.

Eugenio Mataletti

Giornalista con due passioni, lo sport e l’ambiente, e la ventura di raccontarli da tempo in televisione, per radio, sulla carta stampata e online. Ma il meglio deve ancora venire

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