Ecco la “squadra” di Draghi

Quattro al M5S, tre ciascuno a PD, Lega e Forza Italia, uno a Italia Viva, uno a Leu, nove tecnici tra i quali il sottosegretario alla Presidenza. Questa la squadra del Governo Draghi che giurerà domattina a mezzogiorno al Quirinale. Dosata col bilancino partitico, infarcita con possenti e incontestabili cattedratici e giuristi, la nuova compagine governativa appare – almeno sulla carta – più che pronta a partire, sotto la guida dell’ex Governatore della BCE, alla controffensiva contro la crisi economica, sociale e sanitaria che ha colpito l’Italia (ma, è opportuno sottolinearlo, anche la maggior parte del mondo).

Novità nei nomi (anche se per parte dei ministri uscenti si è trattato di una conferma) ma novità anche nei dicasteri, dove farà la sua apparizione (dovrà essere costituito con un atto del Governo, una volta insediato formalmente dopo la fiducia delle Camere) il “famigerato” Ministero per la Transizione Ecologica, sulla falsariga del suo omologo francese. Affidato a Roberto Cingolani, titolare da oggi del ministero dell’Ambiente (come si chiama attualmente), che presiederà anche il costituendo Comitato interministeriale per il coordinamento delle attività concernenti la transizione ecologica, il nuovo ministero accorperà al suo interno anche tutte le funzioni in campo energetico affidate oggi ad altri dicasteri. Un vero e proprio ministero per la green economy, insomma, cui è affidato il compito di portare l’Italia verso uno sviluppo più “sostenibile” dell’economia.

Draghi dà lettura della lista dei ministri

Tra i ministri del Conte2 oggi confermati sia per aver bene operato, sia (quasi sicuramente) per motivi politici, c’è il ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, c’è il ministro della Salute, Roberto Speranza (cui spetta l’importantissimo compito di portare avanti la vitale azione di contrasto alla pandemia), quello della Difesa Lorenzo Guerini e quello dei Beni Culturali Dario Franceschini. A proposito del dicastero condotto da quest’ultimo, Draghi ha anticipato che diventerà il ministero della Cultura, da cui verrà scorporato il Turismo (indubbiamente l’altro dei settori di traino della nostra economia) che avrà “l’onore” di un ministero tutto ad esso dedicato, con tanto di portafoglio, affidato a Massimo Garavaglia.

E le cosiddette quote rosa? Quanto ai numeri, forse ancora non ci siamo: otto donne “soltanto”, ma a guidare dicasteri di particolare importanza quali la Giustizia, gli Interni, gli Affari Regionali, il Sud, più tutti quelli a carattere sociale (Famiglia, Disabilità, Politiche Giovanili). Compiti importanti e difficili, insomma, dove la sensibilità e l’intuito femminile avranno modo di esprimersi in tutta la loro capacità e forza.

Domani, come si è detto, il giuramento al Quirinale, poi la fiducia in Parlamento, la nomina dei Sottosegretari, gli ultimi assestamenti da “spoils system”…ed ecco, infine, il Governo Draghi in piena attività per corrispondere alle attese e alle speranze della maggioranza degli italiani.

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