Parlamento Ue: approvata la risoluzione per i Recovery Bond

Se i nostri partner europei volevano capire qualcosa di quel che sta succedendo a livello politico in Italia certamente non sono stati aiutati da quel che è avvenuto quest’oggi a Bruxelles quando il Parlamento Europeo, nel pomeriggio, ha approvato a maggioranza una risoluzione comune sulle misure necessarie a contrastare le conseguenze della pandemia di Covid-19, che prevede tra l’altro l’utilizzo di Recovery Bond legati al bilancio Ue. La risoluzione è passata con 395 voti a favore, 171 contrari e 128 astenuti. 

Come ci si aspettava si è infatti avuto il voto contrario, all’emendamento sugli Eurobond, da parte di Lega e FI, mentre si è registrato un comportamento difforme da parte degli attuali partiti della maggioranza di Governo: i 5 Stelle hanno votato no al ricorso al Mef, al contrario di quanto ha fatto invece il PD.

In una nota diffusa nel pomeriggio la delegazione del Movimento al Parlamento europeo ha ribadito la propria contrarietà al Mes annunciando voto negativo sul paragrafo che lo menziona. “Purtroppo – sottolinea la nota del M5S – molti emendamenti migliorativi non sono stati approvati e di questo ci rammarichiamo: senza gli Eurobond si è rivelata una occasione mancata”.

In mattinata era stato approvato, sempre a  larga maggioranza, il paragrafo in cui si chiede di attivare il Mes per far fronte alla crisi. I 5Stelle hanno detto no come la Lega e Fratelli d’Italia. A favore invece il Pd e Forza Italia (“Perché rinunciare a dei fondi che vengono dati senza condizionamenti e che possono essere importantissimi in questo momento?”, hanno sostenuto).

Nella risoluzione finale, votata ad ampia maggioranza, il Parlamento europeo invita la Commissione europea “a proporre un massiccio pacchetto di investimenti per la ripresa e la ricostruzione a sostegno dell’economia europea dopo la crisi, che vada al di là di ciò che stanno già facendo il meccanismo europeo di stabilità, la Banca europea per gli investimenti e la Banca centrale europea e che si inserisca nel nuovo quadro finanziario pluriennale”.

Secondo i parlamentari europei, per finanziare gli investimenti necessari si potrebbe ricorrere a un bilancio pluriennale ampliato, i fondi e gli strumenti finanziari dell’Ue esistenti e obbligazioni a sostegno della ripresa garantite dal bilancio dell’Ue. “Tale pacchetto – sostengono – non dovrebbe comportare la mutualizzazione del debito esistente e dovrebbe essere orientato a investimenti futuri”.

Il Parlamento inoltre, nel ricordare che questa crisi non è responsabilità di un determinato Stato membro e che l’obiettivo principale dovrebbe essere quello di combattere le conseguenze della pandemia, invita gli Stati membri della zona euro ad attivare i 410 miliardi di euro del Mes, con una linea di credito specifica.

“Come misura a breve termine – sostiene il documento – il Meccanismo europeo di stabilità dovrebbe immediatamente estendere le linee di credito precauzionali ai Paesi che chiedono di accedervi per far fronte alle esigenze di finanziamento a breve termine per affrontare le conseguenze immediate della Covid-19, con scadenze a lungo termine, tassi competitivi e condizioni di rimborso connesse alla ripresa delle economie degli Stati membri”.

Soddisfatto per quanto espresso nella risoluzione il Presidente del Parlamento, David Sassoli, secondo il quale “È stato molto importante che il Parlamento si sia espresso con larga maggioranza in favore di un grande piano di ricostruzione economica dell’Europa e questo usando e cercando di stimolare e di favorire le risorse attraverso tutte le modalità disponibili, comprese quelle dei recovery bond, cioè della possibilità di finanziare sui mercati internazionali i fondi che verranno destinati alla ricostruzione”.

 “Sono molto soddisfatto perché avrò la possibilità di andare alla riunione del prossimo Consiglio europeo il 23 con una indicazione chiara di quella che è la volontà del parlamento rispetto agli strumenti e alle modalità con cui dobbiamo organizzare l’uscita dall’emergenza e la ricostruzione delle nostre economie – ha proseguito Sassoli – Bisogna riuscire a fare in modo che le spese di ogni Paese da oggi in avanti vengano condivise. E quindi ci sia una mutualizzazione rispetto al debito futuro che si produrrà nel piano di ricostruzione”.

 “Oggi  – ha concluso il Presidente del Parlamento europeo – è in gioco davvero la vita di tutti e la vita dei cittadini del nord come quella del sud sono e devono essere nostra preoccupazione. Vogliamo uscire da questa crisi con la democrazia, con le nostre regole, con i nostri trattati. Abbiamo la necessità di non stravolgere regole di convivenza comune e valori comuni”.

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