Ok della Commissione Ue al Decreto Liquidità

La Commissione europea ha dato l’ok ai programmi decisi dal Governo italiano per il sostegno economico immediato delle imprese e dei lavoratori autonomi in difficoltà a causa dell’emergenza coronavirus adottati lo scorso  6 aprile con il “Decreto liquidità“, ritenendoli in linea con gli aiuti di Stato come previsti nel “Quadro Temporaneo di sostegno” approvato il 19 marzo scorso e modificato il 3 aprile.

La Commissione ha concluso che entrambe le misure proposte dal nostro Governo, sia quelle a sostegno delle PMI e dei lavoratori autonomi, sia quelle per tutte le imprese comprese quelle con più di 5mila addetti, sono “necessarie, adeguate e proporzionate per porre rimedio a una grave perturbazione dell’economia italiana, in linea con l’articolo 107(3)(b) TFEU e le condizioni stabilite nel quadro temporaneo”.

Come ha evidenziato Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutivo, responsabile della politica della concorrenza, i programmi “aiuteranno le imprese a coprire le loro esigenze immediate di investimento e di capitale circolante, garantendo così che possano continuare le loro attività durante e dopo l’epidemia. Mettere in atto le necessarie misure nazionali di sostegno in modo tempestivo, coordinato ed efficace, in linea con le norme dell’UE, è di fondamentale importanza in questi tempi difficili”

“Continuiamo a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri – ha sostenuto Margrethe Vestager – per garantire che le misure nazionali di sostegno possano contribuire a mitigare gli effetti del blocco sociale ed economico dovuto al contrasto dell’epidemia di coronavirus”.

Le misure di sostegno decise dal Governo italiano

Autonomi, PMI, imprese fino a 499 addetti

L’Italia ha notificato   alla Commissione nell’ambito del quadro  temporaneo un sistema di sostegno alle imprese colpite dall’epidemia di coronavirus.

Nell’ambito del regime, il sostegno sarà concesso dal “Fondo di garanzia per le PMI” di proprietà dello Stato, attraverso istituti finanziari, sotto forma di:

  • garanzie statali in materia di investimenti e prestiti al capitale circolante;
  • Sovvenzioni dirette sotto forma di rinuncia alla tassa applicabile sulle garanzie concesse.

Il programma sarà aperto ai lavoratori autonomi e alle imprese con un massimo di 499 dipendenti colpiti dall’epidemia di coronavirus. L’obiettivo del programma è quello di aiutare le imprese a coprire il loro capitale circolante immediato e le loro esigenze di investimento, garantendo così il proseguimento delle loro attività.

La Commissione ha constatato che la misura è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare:

  • Per quanto riguarda le garanzie statali, nell’ambito del regime:

o Le garanzie sui prestiti che coprono il 100% del rischio possono essere concesse fino a un valore nominale di 800.000 euro per azienda, come previsto dal quadro temporaneo (per le imprese del settore della pesca e dell’agricoltura, le soglie applicabili sono rispettivamente di 120 000 e 100 000 euro);

o In tutti gli altri casi, (i) garanzie coprono fino al 90% del rischio sui prestiti; ii) l’importo del prestito sottostante per società è limitato a quanto è necessario per coprire il suo fabbisogno di liquidità per il prossimo futuro, (iii) le garanzie saranno fornite solo fino al dicembre 2020, (iv) le garanzie sono limitate a un massimo di sei anni e (iv) i premi di commissione di garanzia sono in linea con i livelli previsti dal quadro temporaneo.

  • Per quanto riguarda le sovvenzioni dirette sotto forma di rinuncia alla tassa applicabile sulle garanzie concesse, il sostegno non supererà gli 800 000 euro per azienda, come previsto dal quadro temporaneo (per le imprese del settore della pesca e dell’agricoltura, le soglie applicabili sono rispettivamente di 120 000 e 100 000 euro).

Imprese in generale

L’Italia ha notificato alla Commissione un sistema di garanzia  per nuovi  prestiti di capitale circolante  e di investimento  concessi dalle banche, a sostegno delle imprese  colpite dall’epidemia di coronavirus.  L’aiuto sarà  concesso dalla SACE, di proprietà statale, attraverso istituti finanziari,  alle società colpite dalle misure di contenimento dell’epidemia di  coronavirus. L’obiettivo  del  programma  è   quello di limitare  i rischi   associati  all’emissione di prestiti  alle imprese gravemente colpite  dall’impatto  economico del coronavirus,  aiutando le imprese a coprire il loro capitale circolante  immediato o le loro esigenze di investimento,  al fine di garantire il proseguimento  delle  loro  attività. Le  autorità italiane  hanno  comunicato  un impegno totale fino a 200  miliardi di euro.

La Commissione ha constatato  che  la  misura  è in linea con le  condizioni  stabilite nel quadro temporaneo.  In  particolare, (i) l’importo del prestito  sottostante per società  è  limitato a  quanto è necessario per coprire il suo  fabbisogno di liquidità  per il  prossimo  futuro, (ii) le  garanzie  saranno  fornite  solo  fino alla  fine di  quest’anno,(iii) le  garanzie  sono limitate a un massimo di  sei  anni (iv) i premi di commissione di garanzia  sono in linea con i  livelli previsti    dal  Quadro Temporaneo. La  misura  comprende  anche misure di salvaguardia  per  garantire  che  l’aiuto sia  effettivamente  incanalato  dalle  istituzioni  finanziarie verso i beneficiari  bisognosi.

Roberto Ambrogi

Giornalista professionista, specializzato nel settore economico-finanziario con pluridecennale esperienza maturata attraverso tutti i tipi di media (agenzie di stampa, quotidiani e periodici, radio, tv e web). Esperto di comunicazione, effettuata in vari settori economici (per conto di società finanziarie, industrie agroalimentari, aziende commerciali e turistiche) e politici (Responsabile rapporti con la Stampa di Partiti e Gruppi Parlamentari).

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