Le socialcritiche ai politici

Sulle piattaforme social, soprattutto nelle chat maggiormente frequentate da giornalisti ed altri operatori della comunicazione, continuano a proliferare commenti sull’utilizzo non proprio ortodosso che di questi stessi mezzi fanno i politici italiani. A partire – viste le ultime vicende – da quelli messi in atto dallo stesso Governo per quel che riguarda il modo di comunicare i provvedimenti ordinativi e legislativi anti covid19.

Intendiamoci, nessuno vuole criticare le misure decise dal Governo (a parte, forse, la tempistica con cui queste decisioni sono state prese). È sul metodo utilizzato per renderne edotti i cittadini che si accumulano le critiche.  Ampio spazio è stato dedicato alla questione dalle associazioni regionali e da quella nazionale dei giornalisti, come pure dall’Ordine, ma come al solito è poi dalla vena ironica dei frequentatori del web che arrivano i giudizi più taglienti.

È il caso, ad esempio, del post evidentemente creato da qualcuno che comunque qualche nozione più precisa di come dovrebbe funzionare la catena per la realizzazione di un procedimento legislativo ce l’ha.

Né mancano i memes che in questo tragico momento ci ricordano le baggianate messe in circolazione da alcuni esponenti politici fin dall’inizio del periodo buio, quando in molti si erano detti sicuri che il Covid19, più che un virus assassino si sarebbe dimostrato un banale provocatore di passeggere influenze. Qualcuno (anche tra giornalisti e anchorman televisivi) lo ha fatto per aumentare stoltamente la propria notorietà o per tener fede ad uno stereotipo consolidato: uno per tutti, Vittorio Sgarbi.

Altri lo hanno fatto con intenti a loro dire più “nobili”, magari per sostenere la nostra economia che altrimenti si sarebbe trovata a subire notevoli contraccolpi negativi. In questa fascia si sono distinti ovviamente tutti gli esponenti dell’opposizione, non mancando peraltro di attaccare Governo e maggioranza per le scelte compiute: dal gigionesco capitan Salvini alla più moderata (ma non per questo meno in difetto) leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Ai quali la rete, attraverso i social, non ha mancato in queste ore di ricordare i passi falsi compiuti

Salvo poi, alla fine, esser presi ancor di più in giro dal popolo della rete, che li ha trattati come chi, in questo gioco al massacro che è diventata negli ultimi tempi la vita politica italiana, è riuscito solamente a fare dei sonori autogol!

Roberto Ambrogi

Giornalista professionista dal 1976, ha iniziato la sua lunga carriera di operatore dell'informazione nel 1969 in un'agenzia nazionale di stampa specializzandosi nel settore economico, per passare poi nella redazione di un quotidiano politico, in quella di vari periodici e dei giornali radio nazionali. Ha diretto anche numerosi periodici di settore (Assicurazioni e Finanza, Lavoro, PMI, Commercio e Turismo), svolgendo poi parte della carriera giornalistica "dall'altra parte della barricata", come responsabile delle relazioni esterne ed istituzionali di enti e società industriali ed agroalimentari, occupandosi infine dei rapporti con la stampa per conto di partiti politici e gruppi parlamentari. Attratto dalle possibilità di comunicazione offerte dal web fin dal suo primo apparire ha ideato e dirige vari magazine settoriali online, dove opera anche come videomaker.

Roberto Ambrogi

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