L’assordante silenzio dei Padri nobili di Lega e 5 Stelle

Da parecchio tempo sono scomparsi dai radar delle cronache i cosiddetti “Padri nobili” dei due Partiti che hanno animato più di altri, su fronti contrapposti, il dibattito politico di questi anni.

Che fine ha fatto il vecchio Bossi, fondatore nel 1984 della Lega Autonomista Lombarda dalla quale poco dopo nascerà la Lega Nord? E perché non parla Roberto Maroni, ex presidente della Regione Lombardia, già Ministro dell’Interno e del Lavoro, oltre che per tanti anni leader della Lega Nord? Insomma …un “pezzo da 90”! E nell’altra parte dello scacchiere politico, quale significato dare al perdurante silenzio di Beppe Grillo?

Semplicemente scomparsi, rumorosamente silenziosi! L’ultima volta che le cronache si sono occupate del comico genovese prestato alla politica, è stato nell’agosto scorso quando tenne a battesimo il “matrimonio”, esclusivamente d’interesse – si sarebbe detto nelle famiglie nobili dello scorso secolo – tra Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti, sponsor Renzi. Poi, via. Scomparso dalle scene.

È molto più tempo invece che non si fanno sentire Bossi e Maroni. Opportunismo? Può darsi. Non è infatti un mistero, considerata la loro storia, che nessuno dei due possa approvare le “strambate” di Salvini, ma che preferiscano non manifestare in pubblico il loro dissenso.

Ma se Bossi e Maroni rappresentano “il Passato”, per la Lega la notizia è un’altra: la rottura – così sembra – dei rapporti tra Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti. È definitiva? Difficile dirlo! Stiamo parlando del numero 2 del Partito e di uno dei pochi candidati a prendere il posto del Segretario qualora i sondaggi dovessero registrare un ulteriore calo di consensi: pochi mesi fa il “capitano” era intorno al 34 per cento e, ad oggi, le previsioni di voto lo danno, sempre primo, ma in pericolosa discesa, con il fiato di Zingaretti sul collo.

Pietro de Angelis

Giornalista parlamentare collabora con importanti media nazionali. In Parlamento per oltre 40 anni ha seguito la storia politica del Paese, dalla prima repubblica ad oggi. Ha ricoperto l'incarico di caposervizio all'agenzia giornalistica Asca per la quale successivamente ha diretto, come redattore capo, il servizio politico-parlamentare. E' stato tra i fondatori di Mediaquattro ed è autore per Socialpolitik delle rubriche "Le pietruzze" e "Pillole... di saggezza?"

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