Ue: il “Quadro Temporaneo” sugli aiuti di Stato

La Commissione ha adottato un quadro temporaneo per consentire agli Stati membri di sfruttare appieno la flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato per sostenere l’economia nel contesto dell’epidemia di coronavirus. Il quadro temporaneo, così come  modificato il 3 aprile 2020, prevede i seguenti tipi di aiuti, che possono essere concessi dagli Stati membri:

(i) Sovvenzioni dirette, iniezioni di capitale proprio, vantaggi fiscali selettivi e pagamenti anticipati  fino a 100.000 euro a una società attiva nel settore agricolo primario, 120.000 euro a una società attiva nel settore della pesca e dell’acquacoltura e 800.000 euro a una società attiva in tutti gli altri settori per far fronte alle sue urgenti esigenze di liquidità. Gli Stati membri possono anche dare, fino al valore nominale di 800.000 euro per azienda, prestiti a tasso zero o garanzie su prestiti che coprono il 100% del rischio, ad eccezione del settore agricolo primario e del settore della pesca e dell’acquacoltura, dove si applicano i limiti rispettivamente di 100.000 e 120.000 euro per azienda.

ii) Garanzie statali per i prestiti concessi dalle imprese    per garantire che le banche continuino a fornire prestiti ai clienti che ne hanno bisogno. Queste garanzie statali possono coprire fino al 90% del rischio sui prestiti per aiutare le imprese a coprire le esigenze immediate di capitale circolante e di investimento.

(iii) Prestiti pubblici sovvenzionati a imprese  con tassi d’interesse favorevoli alle imprese. Questi prestiti possono aiutare le imprese a coprire il capitale circolante immediato e le esigenze di investimento.

(iv) Garanzie per le banche che incanalano gli aiuti di Stato all’economia  reale che tali aiuti sono considerati come aiuti diretti ai clienti delle banche, non alle banche stesse, e fornisce indicazioni su come garantire una distorsione minima della concorrenza tra le banche.

(v) Assicurazione pubblica per il credito all’esportazione a breve termine per tutti i paesi, senza la necessità che lo Stato membro in questione dimostri che il rispettivo paese è temporaneamente “non commercializzabile”.

(vi) Sostegno alla ricerca e allo sviluppo correlati al coronavirus (R&S)    per affrontare l’attuale crisi sanitaria sotto forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o vantaggi fiscali. Può essere concesso un bonus per i progetti di cooperazione transfrontaliera tra gli Stati membri.

(vii) Sostegno alla costruzione e all’inscalamento di impianti di collaudo  per sviluppare e testare prodotti (compresi vaccini, ventilatori e indumenti protettivi) utili per affrontare l’epidemia di coronavirus, fino al primo dispiegamento industriale. Ciò può assumere la forma di sovvenzioni dirette, vantaggi fiscali, anticipi rimborsabili e garanzie di non perdita. Le imprese possono beneficiare di un bonus quando il loro investimento è sostenuto da più di uno Stato membro e quando l’investimento è concluso entro due mesi dalla concessione dell’aiuto.

(viii) Sostegno alla produzione di prodotti rilevanti per affrontare l’epidemia di coronavirus sotto forma di sovvenzioni dirette, vantaggi fiscali, anticipi rimborsabili e garanzie di non perdita. Le imprese possono beneficiare di un bonus quando il loro investimento è sostenuto da più di uno Stato membro e quando l’investimento è concluso entro due mesi dalla concessione dell’aiuto.

(ix) Sostegno mirato sotto forma di differimento dei pagamenti fiscali e/o sospensione dei contributi previdenziali  per tali settori, regioni o per i tipi di imprese più colpite dall’epidemia.

(x) Sostegno mirato sotto forma di sussidi salariali per i dipendenti    per le imprese di settori o regioni che hanno sofferto maggiormente a seguito dell’epidemia di coronavirus e che altrimenti avrebbero dovuto licenziare il personale.

Il quadro temporaneo consente agli Stati membri di combinare tutte le misure di sostegno tra loro, fatta eccezione per i prestiti e le garanzie per lo stesso prestito e il superamento delle soglie previste dal quadro temporaneo. Esso consente inoltre agli Stati membri di combinare tutte le misure di sostegno concesse nell’ambito del quadro temporaneo con le possibilità esistenti di concedere al minimo a un’impresa fino a 25.000 euro in tre anni fiscali per le imprese attive nel settore agricolo primario, 30.000 euro in tre anni fiscali per le imprese attive nel settore della pesca e dell’acquacoltura e 200.000 euro in tre anni fiscali per le imprese attive in tutti gli altri settori. Allo stesso tempo, gli Stati membri devono impegnarsi per evitare un’indebita cumulazione di misure di sostegno affinché le stesse imprese limitino il sostegno per soddisfare le loro reali esigenze.

Inoltre, il quadro temporaneo integra le molte altre possibilità già disponibili agli Stati membri per mitigare l’impatto socioeconomico dell’epidemia di coronavirus, in linea con le norme UE in materia di aiuti di Stato. Il 13 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione su una risposta economica coordinata all’epidemia  di COVID-19, stabilendo tali possibilità. Ad esempio, gli Stati membri possono apportare modifiche generalmente applicabili a favore delle imprese (ad esempio, differire le imposte o sovvenzionare il lavoro a breve tempo in tutti i settori), che non rientrano nelle norme degli aiuti di Stato. Possono anche concedere un risarcimento alle aziende per i danni subiti a causa e direttamente causati dall’epidemia di coronavirus.

Il quadro temporaneo sarà in vigore fino alla fine di dicembre 2020. Al fine di garantire la certezza del diritto, la Commissione valuterà prima di tale data se è necessario estenderla.

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