Il Calcio è nel pallone

Settimana decisiva per le sorti della Serie A e per il calcio nazionale. Le squadre hanno ripreso da qualche giorno l’attività in ordine sparso con tempi diversi e modalità ancora non uniformate per gli allenamenti individuali degli atleti, si susseguono le prese di posizione da parte della politica e degli addetti ai lavori e montano le attese.

Defilato il CONI e il presidente Malagò che si tira fuori: “Non metto bocca su una questione politica. Non ho mai parlato con nessun componente del Comitato tecnico scientifico. Il mio comportamento è laico e non sono mai intervenuto” ha detto ai microfoni di TG Sport di RAI 2. Lega Calcio unanime per la ripartenza nella forma ma spaccata nella sostanza con quasi metà delle società che di fatto sono per lo stop, Lega che deve anche fare i conti con i broadcaster per lo sconto sul pagamento dell’ultima rata dei diritti tv che a seconda degli scenari sarebbe tra i 210 e i 440 milioni di euro. FIGC che dopo aver incassato il no sul protocollo sanitario si prepara per il decisivo incontro con la Commissione Tecnico Scientifica per trovare una soluzione possibile per far partire di nuovo non solo la Serie A ma tutti i campionati attualmente sospesi sotto la sua giurisdizione.

Al coro delle richieste e degli inviti a far presto si unisce anche la politica. Dall’opposizione Salvini, Meloni, Forza Italia e anche Renzi, chiedono di ripartire al più presto e portano un pressing a tutto campo sul governo e il ministro dello sport Spadafora che oggi durante un question time alla Camera ha risposto all’interrogazione del deputato Andrea Rossi del PD sulle iniziative in atto per portare a conclusione i campionati di calcio.

L’intervento del ministro Spadafora durante il Question Time alla Camera dei Deputati

La nostra linea non è mai cambiata. Auspichiamo tutti che i campionati possano riprendere regolarmente ma oggi è impossibile definire una data certa prima di verificare come andrà la curva dei contagi nelle prossime due settimane” dice il ministro; e aggiunge “c’è un dibattito politico e mediatico incomprensibile agli occhi di milioni di italiani che temono per la loro salute e il lavoro. Un dibattito stigmatizzato anche da diverse tifoserie organizzate”; poi prosegue “l’idea di definire con urgenza ora e subito la ripresa del campionato contrasta con i dati sull’emergenza”.

L’incertezza e la confusione si riscontra anche nel resto dei campionati europei. “Ricordo che in Europa le uniche date certe sono quelle dei paesi che hanno deciso di interrompere i campionati” ha aggiunto Spadafora: “Nelle ultime ore anche l’Inghilterra che sembrava la più pronta a riprendere ha rinviato di una settimana la decisione sulla ripresa degli allenamenti”.

Alta è, infatti, la confusione anche sotto il cielo del calcio europeo. Se la Bundesliga si appresta a ricominciare il 15 o il 22 maggio prossimo, le date probabili dopo l’ok della Merkel, “la Bundesliga e la Zweite Bundeliga possono ripartire nella seconda metà di maggio” dice la cancelliera dopo un incontro con i rappresentanti dei Lander, la Serbia potrebbe cominciare nuovamente il 30, mentre il 12 riparte il campionato turco e Polonia, Danimarca, Portogallo e Israele si apprestano a riprendere; terminati definitivamente, invece, i campionati in Francia, Belgio e Olanda; ancora qualche labile possibilità di riavvio, infine, per la Liga in Spagna.

Eugenio Mataletti

Giornalista con due passioni, lo sport e l’ambiente, e la ventura di raccontarli da tempo in televisione, per radio, sulla carta stampata e online. Ma il meglio deve ancora venire

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