I contorcimenti della Serie A

L’Assemblea della Lega Nazionale Professionisti Serie A, organo che riunisce tutti i rappresentanti dei club della massima serie presieduta da Paolo Dal Pino, svolta ieri in call conference, è terminata con un esito interlocutorio che rinvia ogni decisione sulla ripresa delle attività agonistiche. Ai punti 5 e 6 dell’odg  i temi caldi su cui si erano infiammate le polemiche nei giorni scorsi: ipotesi addendum accordo collettivo AIC/LNPA; aggiornamento scenari calendario 2019/2020.

Seppure nell’incertezza del momento il comunicato ufficiale diramato alla fine della riunione appare chiaro. “La Lega Serie A considererà la ripresa dell’attività sportiva quando le condizioni sanitarie lo permetteranno, attenendosi, come ha sempre fatto, ai decreti del Governo e tenendo in primaria considerazione la tutela della salute degli atleti e di tutte le persone coinvolte. Nell’affrontare i diversi scenari, che restano tuttora incerti, la Lega Serie A, con la partecipazione dei rappresentanti delle Società, proseguirà nei prossimi giorni, attraverso i tavoli di lavoro già costituiti, ad analizzare l’impatto e le conseguenze del Covid-19 a livello medico, economico, normativo, sportivo e di risk assessment per i Club e la stessa Lega Serie A”.

Tutto rimandato in attesa che le autorità politiche e sanitarie revochino del tutto o in parte il lockdown in cui è costretto il Paese a causa dell’epidemia dovuta al coronavirus. Decisione apparentemente scontata data la situazione  ma nei giorni precedenti le società erano divise tra loro e la polemica era montata alta. C’era chi avrebbe voluto mantenere una qualche attività di allenamento in vista della ripresa a breve dello svolgimento delle 12 partite restanti del campionato 2019/20 (8 squadre 13) e chi invece sembrava orientato a dare per scontata l’impossibilità di una continuazione e aveva dato il permesso a molti dei suoi giocatori stranieri di osservare il periodo di quarantena nei loro paesi di origine.

Insomma ripresa contro fine. In ballo; scudetto che di fatto vede in lotta Juventus e Lazio; accesso alla Champions League, favorite Inter e Atalanta; Europa League, Roma, Napoli e Milan in vantaggio sulla altre; la retrocessione in Serie B, coinvolte Brescia, Spal, Lecce e almeno altre quattro squadre. Guardando la classifica attuale della Serie A dopo i 2/3 del suo cammino non ci sono certezze. Per la Coppa Italia mancano i ritorni delle semifinali con Napoli e ancora Juventus con un piccolo vantaggio su Inter e Milan. Anche qui nessuna indicazione certa.

Il presidente della FIGC Gabriele Gravina aveva auspicato che i tornei potessero ripartire il 20 maggio e, con le necessarie deroghe, proseguire per tutta l’estate cosi da giungere a termine senza compromettere la stagione successiva e in modo che le classifiche trovino la loro definizione sul campo ma è tutto legato alle decisioni del Governo che per il momento ha chiuso tutte le attività sportive.

Non solo titoli sportivi però. Il periodo di fermo avrà ripercussioni notevoli su un movimento che nella scorsa stagione ha prodotto circa 2,7 miliardi di valore complessivo e che annaspa tra i debiti che ammontano a quasi un anno di fatturato. Il coronavirus rischia di dare un colpo mortale a parecchie società di secondo piano già in difficoltà e di minare le fondamenta di quelle di vertice.

Contraccolpi economici che condizionano anche la trattativa che la Lega Calcio ha intrapreso con l’Associazione Calciatori per concordare un taglio degli emolumenti dei tesserati e la sospensione dei pagamenti. Lontane al momento le posizioni. Situazione confusa con la Lega che prevede di stilare un documento riassuntivo per la settimana prossima ma tutto fa credere che alla fine ognuna andrà a una trattativa con i propri giocatori sull’esempio di quanto fatto dalla Juventus.

Eugenio Mataletti

Giornalista con due passioni, lo sport e l’ambiente, e la ventura di raccontarli da tempo in televisione, per radio, sulla carta stampata e online. Ma il meglio deve ancora venire

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