Eurogruppo: accordo (di compromesso) raggiunto

Dopo una lunghissima trattativa l’Eurogruppo ha raggiunto un accordo (più che altro un accordo di compromesso) sul MES. Lo ha annunciato con un tweet il commissario all’economia, Gentiloni, sostenendo che l’intesa consiste “in un pacchetto di dimensioni senza precedenti per sostenere il sistema sanitario, la cassa integrazione, la liquidità alle imprese e il Fondo per un piano di rinascita”. “L’Europa è solidarietà”, ha scritto Gentiloni, mentre il ministro dell’Economia Gualtieri, pur dicendosi soddisfatto del risultato raggiunto, ha evidenziato come siano stati “messi sul tavolo i bond europei, tolte dal tavolo le condizionalità del Mes”. Adesso, ha detto ancora Gualtieri, “consegniamo al Consiglio dell’Unione europea una proposta ambiziosa. Ci batteremo per realizzarla”.

Sì, perché nel testo conclusivo – giunto al termine di una riunione durata meno di 45 minuti e conclusosi, come ha fatto sapere il portavoce del presidente Centeno – sembra non ci sia alcun riferimento agli Eurobond, chiesti con insistenza dall’Italia. Si è invece deciso di utilizzare il MES (ma “senza condizioni purché i fondi siano utilizzati per le spese sanitarie”, specifica il testo) ed altri strumenti come i prestiti BEI ed altri ancora da definire per il cosiddetto “Recovery Fund”, il piano per la ripresa post-emergenza Covid-19.

Più specificamente il testo conclusivo afferma che “il solo requisito per accedere alla linea di credito del Mes sarà che gli Stati si impegnino a usarla per sostenere il finanziamento di spese sanitarie dirette o indirette, cura e costi della prevenzione collegata al Covid-19. La linea di credito sarà disponibile fino alla fine dell’emergenza. Dopo, gli Stati restano impegnati a rafforzare i fondamentali economici, coerentemente con il quadro di sorveglianza fiscale europeo, inclusa la flessibilità”.

Il piano, come ha spiegato il ministro delle Finanze francese Le Maire, ha un valore complessivo da mille miliardi di euro ed è basato su quattro pilastri: 240 miliardi del Mes, i prestiti Bei per le imprese per 200 miliardi e il meccanismo per finanziare le Cig per 100 miliardi. Per quanto riguarda infine il Recovery Fund messo in campo per sostenere la ripresa, che avrà un valore di circa 500 miliardi di euro, “sarà temporaneo e commisurato ai costi straordinari della crisi e aiuterà a spalmarli nel tempo attraverso un finanziamento adeguato”.

Spetterà adesso al Consiglio preparare il terreno per una decisione sugli aspetti pratici e legali del fondo, la sua fonte di finanziamento e gli strumenti innovativi da utilizzare, purché coerenti con i Trattati. Tra questi, ha precisato Le Maire, “ci potrebbe anche essere un debito comune, ma questo non vuol dire mutualizzazione del debito”.

Insomma, almeno per il momento niente “Corona-bonds”, contro i quali si sono schierati senza alcun tentennamento l’Olanda e, forse con meno convinzione nelle ultime ore, la Germania. Una sconfitta, anche se mascherata dalla soddisfazione, per il nostro Paese e in particolare per il Governo Conte? Il Presidente del Consiglio, fino a stasera, ha continuato a sostenere che senza Eurobond avrebbe deciso autonomamente. Di certo nessuno ha firmato per ricorrere al MES. E adesso? Vedremo quale sarà la sua decisione, visto che potrebbe anche non ricorrere ai fondi MES.

Contro di lui e contro il Governo giallorosa, si sono però subito schierati i leader dell’opposizione, in primis Matteo Salvini (che ha annunciato una mozione di sfiducia per il ministro Gualtieri), cui ha fatto immediatamente seguito Giorgia Meloni; anche dall’estrema sinistra sono piovute critiche a non finire. Ma non solo i politici hanno fatto sentire la loro voce. Su twitter in pochi minuti si sono riversati oltre 25mila commenti negativi ai risultati ottenuti. Un termometro di cui Conte dovrà tener conto. Soprattutto per spiegare in cosa consiste esattamente l’accordo raggiunto e quali saranno le misure finanziarie che verranno adottate dall’Italia.

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