Covid-19, scontro al Consiglio Ue sulle misure economiche

È stato tutto rimandato di un paio di settimane, a dimostrazione che, purtroppo, le idee non sono assolutamente uguali all’interno dell’Unione europea. Stiamo parlando delle misure economiche per far fronte nell’immediato (ma anche al termine dell’emergenza) alla pandemia coronavirus.

I capi di Governo dei 27, riuniti questo pomeriggio in videoconferenza non hanno raggiunto l’accordo sulle proposte che erano state avanzate soprattutto dagli Stati del Sud Europa – Italia e Spagna in primis (vedi la lettera di Giuseppe Conte al Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel)- per dare il via ad interventi straordinari (si parlava della emissione di appositi “coronabond”, in pratica degli Eurobond emessi congiuntamente e la cui responsabilità, invece che essere di ciascun Paese per la propria parte, fosse mutualizzata, in solido tra tutti gli Stati dell’Ue). Ma la ferma e per certi versi inspiegabile opposizione di Germania e Olanda hanno portato ad uno scontro, risolto per il momento con l’escamotage di rinviare appunto ogni decisione dando due settimane di tempo ai ministri dell’Eurofin per riesaminare la questione.

Uno scontro pericoloso per la già fragile unità europea, scossa da tempo da Brexit e rigurgiti nazionalistici. Lo stesso premier italiano, Giuseppe Conte, ha affermato che in mancanza di soluzioni rapide l’Italia deciderà misure adeguate per proprio conto. Una minaccia neanche troppo peregrina, vista la situazione che si sta vivendo nel nostro Paese. Ma evidentemente a Bruxelles neanche le parole dell’ex presidente della BCE Mario Draghi (vedi l’articolo di ieri al Financial Times) devono aver fatto troppo effetto.

Gran parte degli argomenti esaminati in videoconferenza è stata dedicata alla pandemia di Covid-19 che “costituisce una sfida senza precedenti per l’Europa e il mondo intero” e contro la quale i membri del Consiglio europeo continueranno ad operare seguendo cinque filoni di intervento, come si legge nella dichiarazione comune rilasciata al termine della riunione:

1 –Limitare la diffusione del virus

  • Tutti gli Stati membri, sulla base delle indicazioni delle autorità sanitarie nazionali, hanno preso provvedimenti risoluti per contenere e rallentare la diffusione del virus. Questi sforzi sono inquadrati e sostenuti dagli orientamenti del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e dalle raccomandazioni del gruppo consultivo della Commissione sulla Covid-19. Ulteriori orientamenti saranno forniti secondo necessità e continueremo a monitorare gli sviluppi attraverso il meccanismo dei dispositivi integrati dell’UE per la risposta politica alle crisi (IPCR), attivato dalla presidenza croata.
  • Abbiamo rafforzato il controllo delle frontiere esterne applicando una restrizione temporanea coordinata dei viaggi non essenziali verso l’UE. Valuteremo la situazione a tempo debito e decideremo se prorogare o meno tali misure.
  • Laddove siano stati ripristinati temporaneamente i controlli alle frontiere interne, garantiremo un’agevole gestione delle frontiere per persone e merci e preserveremo il funzionamento del mercato unico sulla base degli orientamenti della Commissione del 16 marzo 2020, conformemente al codice frontiere Schengen e alle indicazioni della Commissione in merito all’attuazione delle corsie verdi (“green lanes”). Con l’assistenza della Commissione ci occuperemo con urgenza dei problemi rimanenti con riguardo ai cittadini dell’UE bloccati alle frontiere interne dell’Unione che non possono tornare nei paesi d’origine, come anche con riguardo ai lavoratori transfrontalieri e stagionali che devono poter proseguire le attività essenziali, evitando nel contempo l’ulteriore diffusione del virus. Lo stesso vale per la fornitura, via terra, mare o aria, di merci e servizi essenziali. Invitiamo la Commissione a riferire sulla situazione prima della nostra prossima videoconferenza.
  • Contrasteremo con risolutezza la disinformazione comunicando in modo trasparente, tempestivo e oggettivo quanto stiamo facendo e rafforzeremo così la resilienza delle nostre società. La Commissione e l’alto rappresentante saranno pienamente coinvolti e riferiranno al Consiglio in merito ai nostri sforzi congiunti.

2 – Fornire attrezzature mediche

  • Invitiamo la Commissione a proseguire e accelerare gli sforzi volti a contribuire a garantire la fornitura urgente e adeguata di attrezzature mediche in tutta l’UE, che costituisce la priorità più pressante. È opportuno che gli Stati membri cooperino strettamente a tale riguardo e forniscano tempestivamente alla Commissione dati affidabili.
  • La Commissione, in cooperazione con l’industria, fornirà un quadro della situazione in termini di scorte, di produzione e di importazioni e interverrà per migliorare la situazione. Perseguirà attivamente le sue iniziative di aggiudicazione congiunta riguardanti dispositivi di protezione individuale, ventilatori e materiali diagnostici. Chiediamo alla Commissione di esaminare modalità per velocizzare le procedure in materia. La Commissione aumenterà nella misura necessaria il bilancio iniziale per la scorta strategica rescEU di attrezzature mediche, anche per la terapia intensiva, di vaccini e di sostanze terapeutiche.
  • L’adozione della decisione sull’autorizzazione all’esportazione di dispositivi di protezione individuale dovrebbe portare alla revoca totale ed effettiva di qualsiasi forma di divieto o restrizione a livello interno.
  • Alla luce delle raccomandazioni dell’OMS, occorre aumentare con urgenza le capacità diagnostiche e gli Stati membri riferiranno alla Commissione in merito alla situazione.

3 – Promuovere la ricerca

  • Faremo tutto il possibile per sostenere la ricerca, coordinare gli sforzi e cercare sinergie all’interno della comunità scientifica e di ricerca europea, al fine di massimizzare l’intero potenziale di ricerca di tutta l’UE. Sono già stati mobilitati 140 milioni di EUR per 17 progetti, anche in materia di vaccini. Inoltre, lavoreremo insieme ai nostri principali partner in linea con quanto indicato nelle recenti dichiarazioni del G7 e del G20.
  • Vi è l’urgente necessità di condividere informazioni scientifiche e di collaborare, sia all’interno dell’UE che a livello mondiale, per far fronte alla sfida di sviluppare il più velocemente possibile un vaccino, come anche di mettere quest’ultimo a disposizione di chiunque ne abbia bisogno, senza barriere geografiche. A tale riguardo aumenteremo e accelereremo il nostro sostegno alle società e ai gruppi di ricerca europei.
  • Accogliamo con soddisfazione le iniziative adottate dalla Commissione, dal Consiglio europeo per l’innovazione e dal gruppo Banca europea per gli investimenti (gruppo BEI) con l’obiettivo di fornire sostegno finanziario alla risposta clinica e della sanità pubblica alla malattia Covid-19.

4 -Affrontare le conseguenze socioeconomiche

  • Siamo pienamente consapevoli della gravità delle conseguenze socioeconomiche della crisi causata dalla Covid-19 e faremo tutto il necessario per essere all’altezza di questa sfida in uno spirito di solidarietà.
  • Sosteniamo la risoluta azione intrapresa dalla Banca centrale europea per garantire condizioni di finanziamento favorevoli in tutti i paesi della zona euro.
  • Prendiamo atto dei progressi compiuti dall’Eurogruppo. In questa fase, lo invitiamo a presentarci proposte entro due settimane. Tali proposte dovrebbero tener conto del carattere senza precedenti dello shock causato dalla Covid-19 in tutti i nostri paesi e la nostra risposta sarà intensificata, ove necessario, intraprendendo ulteriori azioni in modo inclusivo, alla luce degli sviluppi, al fine di dare una risposta globale.
  • I nostri Stati membri hanno intrapreso azioni ad ampio raggio per sostenere le loro economie e attenuare i problemi sociali e occupazionali. Ricorreremo nella misura necessaria agli strumenti dell’UE per sostenerne l’azione.
  • Gli Stati membri hanno bisogno di flessibilità per fare tutto ciò che è necessario. Il quadro di riferimento temporaneo della Commissione per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nel contesto dell’attuale epidemia di Covid-19 rappresenta un importante passo avanti. Lo stesso vale per il ricorso senza precedenti alla clausola di salvaguardia generale prevista dal patto di stabilità e crescita.
  • La proposta della Commissione relativa a un’iniziativa di investimento in risposta al coronavirus prevede di destinare 37 miliardi di EUR agli investimenti nel quadro della politica di coesione per far fronte alle conseguenze della crisi. Con la proposta di modifica del Fondo di solidarietà dell’UE, quest’ultimo può essere utilizzato anche per emergenze di sanità pubblica come l’epidemia di Covid-19. Auspichiamo la rapida adozione di tali proposte. Ci compiacciamo della disponibilità della Commissione ad aumentare ulteriormente flessibilità ed effetto leva nel ricorso agli strumenti dell’UE.
  • Elogiamo inoltre il contributo del gruppo BEI alla mobilitazione di risorse per garanzie bancarie e investimenti a favore delle imprese europee, in particolare le piccole e medie imprese, anche attraverso il ricorso al bilancio dell’UE. Invitiamo i ministri delle Finanze a valutare senza indugio possibilità di potenziare globalmente la risposta del gruppo BEI al coronavirus.
  • Accogliamo con favore gli orientamenti della Commissione sul controllo degli investimenti esteri diretti e invitiamo gli Stati membri ad adottare tutte le misure necessarie a proteggere gli asset e le tecnologie strategici dagli investimenti esteri che potrebbero minacciare legittimi obiettivi di politica pubblica. Ciò contribuirà all’autonomia strategica dell’UE durante e dopo la crisi.
  • La pandemia di Covid-19 colpisce gli individui e le società di tutto il mondo e avrà un impatto a lungo termine sull’economia e sul commercio a livello mondiale. L’UE si impegna a favore della cooperazione internazionale e di soluzioni multilaterali per affrontare la pandemia e le sue conseguenze. Farà tutto il possibile per assistere i paesi e le comunità nella lotta alla crisi causata dalla Covid-19, come anche per rafforzare la sostenibilità delle catene del valore e di approvvigionamento integrate mondiali affinché siano adattate secondo necessità nonché per attenuare l’impatto socioeconomico negativo della crisi.

5 – Cittadini bloccati in paesi terzi

  • Con il sostegno attivo dell’alto rappresentante e della Commissione, intensificheremo ulteriormente gli sforzi volti a garantire che i cittadini dell’UE bloccati in paesi terzi che desiderano tornare a casa possano farlo. La Commissione presenterà un addendum agli orientamenti in materia di gestione delle frontiere per agevolare le modalità di transito per i cittadini dell’UE rimpatriati.
  • Il SEAE ha istituito una task force consolare. È garantito uno stretto coordinamento con la Commissione e gli Stati membri. Il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC), gestito dalla Commissione, contribuisce agli sforzi di rimpatrio in corso attraverso il meccanismo di protezione civile dell’Unione, che dovrebbe essere dotato delle risorse necessarie.

Il documento conclude ribadendo che “attualmente l’urgenza è quella di combattere la pandemia di coronavirus e le sue conseguenze immediate. Dovremmo tuttavia iniziare a preparare le misure necessarie per tornare al normale funzionamento delle nostre società ed economie e a una crescita sostenibile, integrando, tra l’altro, la transizione verde e la trasformazione digitale e traendo dalla crisi tutti gli insegnamenti possibili. Ciò richiederà una strategia di uscita coordinata, un piano di rilancio globale e investimenti senza precedenti. Invitiamo la presidente della Commissione e il presidente del Consiglio europeo, in consultazione con le altre istituzioni e segnatamente la BCE, ad avviare i lavori su una tabella di marcia accompagnata da un piano d’azione a tal fine. Dobbiamo altresì trarre tutti gli insegnamenti offerti dalla crisi attuale e iniziare a riflettere sulla resilienza delle nostre società quando si trovano confrontate a questo genere di eventi. A tale proposito, è giunto il momento di istituire un sistema di gestione delle crisi più ambizioso e di più ampia portata all’interno dell’UE. Invitiamo la Commissione a presentare proposte in tal senso”.

Roberto Ambrogi

Giornalista professionista, specializzato nel settore economico-finanziario con pluridecennale esperienza maturata attraverso tutti i tipi di media (agenzie di stampa, quotidiani e periodici, radio, tv e web). Esperto di comunicazione, effettuata in vari settori economici (per conto di società finanziarie, industrie agroalimentari, aziende commerciali e turistiche) e politici (Responsabile rapporti con la Stampa di Partiti e Gruppi Parlamentari).

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: