Covid-19: “lento pede” Ue sulle nuove misure economiche

L’eredità che l’epidemia di Covid-19 lascerà all’Europa (e non solo) una volta che l’umanità riuscirà a debellare il virus, rischia di travolgere, oltre all’assetto sociale, anche quello economico della popolazione superstite. Una decisa azione finanziaria a sostegno delle popolazioni e delle capacità produttive del continente, come noto, è stata chiesta all’Unione europea dal nostro e da altri Paesi dell’area mediterranea (richiesta cui si sono poi associati varie altre nazioni della regione balcanica), ricevendo però finora scarso ascolto da quelli del nord, soprattutto Germania e Olanda.

Le modalità per usufruire delle risorse a disposizione, sia per l’immediato che in previsione del rilancio economico, per l’Italia sono essenzialmente di tre tipi: l’emissione di titoli di Stato direttamente acquistati dalla BCE (possibilità consentita dalle recenti decisioni della banca centrale); l’accesso ai finanziamenti in ambito MES (il meccanismo “Salva Stati” sul quale però ancora si sta discutendo); il ricorso agli ormai famosi “coronabond”, titoli europei proposti anche dalla Commissione ma sulla cui emissione nella riunione del 26 marzo scorso tra i 27 capi di Governo non si è avuto il necessario parere unanime.

Oggi, il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, ha convocato e presieduto una videoconferenza con i presidenti della Commissione europea, della BCE e dell’Eurogruppo, come primo seguito alla videoconferenza di giovedì scorso durante la quale, come si ricorderà, i leader hanno incaricato i presidenti del Consiglio europeo e della Commissione di elaborare una tabella di marcia accompagnata da un piano d’azione, da riproporre entro due settimane.

Charles Michel, Ursula von der Leyen, Christine Lagarde e Mario Centeno hanno fatto il punto oggi della ricaduta socio-economica della crisi COVID-19 e hanno discusso i passi successivi. “Stiamo esplorando percorsi diversi per rispondere alle conseguenze socioeconomiche della pandemia. L’unica strada da percorrere è una strategia comune in uno spirito di solidarietà”, ha affermato Charles Michel.

Sono necessari una strategia di uscita coordinata, un piano di risanamento completo e investimenti senza precedenti. “Per rilanciare l’economia europea, dovremo utilizzare tutte le leve disponibili, a livello nazionale ed europeo. Il bilancio dell’UE dovrà essere adattato a questa crisi. È tempo di pensare fuori dagli schemi. Qualsiasi opzione compatibile con il trattato UE dovrebbe essere considerato”, ha sostenuto ancora il presidente del Consiglio Ue.

Entrambi i presidenti continueranno a lavorare insieme sul piano di ripresa, in consultazione con le altre istituzioni, in particolare la BCE.
L’Eurogruppo è stato incaricato dal Consiglio europeo di presentare proposte entro due settimane.

Come si è detto, soprattutto dai nove Paesi del Sud Europa che si erano fortemente appellati allo spirito europeo per una soluzione efficace, si attendono risposte concrete. Altrimenti, lo ha già annunciato il nostro premier Giuseppe Conte, ciascun Paese si sentirà libero di trovare rimedi alternativi, al di fuori delle regole europee. Con buona pace dell’Unione e del suo futuro.

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