Cari politici, vostro compito è rispondere ai cittadini

Lettera aperta, con poche speranze di ottenere ascolto, e non solo in questo momento di estrema gravità

Ma davvero l’unico modo è vietare? Sul serio il solo modo è scaricare sui cittadini il peso di tutto? Siete proprio sicuri che non si sarebbe potuto e dovuto fare di più per potenziare i trasporti, aumentare le disponibilità degli ospedali, controllare che le norme di comportamento venissero rispettate? Non vi si sente spendere tante parole su questi argomenti. Presidente e ministri, certi che avete fatto quello che si doveva? Le competenze sono anche delle regioni e dei comuni, scantonereste. E allora se avete fatto il vostro diteci chi non ha fatto il suo; nomi, cognomi e partiti.

Non ci sono certezze, il virus è infido, non ci sono precedenti e negli altri Paesi non sono messi meglio. Chi fa rischia di sbagliare. Ma il governo italiano è un’organizzazione mastodontica, gigantesca, piena di capacità e vi siete dotati pure di tutte le risorse tecniche e scientifiche di cui avete ritenuto di avere bisogno. Avete avuto anche mesi e mesi di un’apparente calma.

È passato tutto questo tempo e la soluzione è ancora scaricata sulle spalle dei cittadini. Mascherine, distanza, lavamani. Chiudiamo ora questo ora quello senza badare o avere contezza di chi ha rispettato le regole oppure no. Mazzate senza che ci sia stata una seria campagna di sensibilizzazione generale per combattere il contagio.

Vi siete affannati a botte di tweet, post e dichiarazioni sul tema del momento per catturare un briciolo di momentaneo consenso, vi siete azzannati opposizione e governo dicendo alternativamente una cosa e il suo opposto senza temere né la memoria degli italiani né quella dei loro computer.

Le polemiche sguaiate che messaggio hanno trasmesso alle persone? Certo non è una giustificazione a condotte scorrette di tanti di ogni età. Credete che l’aumento dei contagi dipenda da palestre, piscine e calcetto? Per non fare torto anch’io all’intelligenza non dico dei teatri e dei cinema che fino a prima del coronavirus erano in una tale crisi di spettatori da fare paura. Per non parlare dei pranzi e delle cene familiari sempre più in disuso. Quindi? È lì che si annida il nemico?

Vi chiedete chi c’è dietro le manifestazioni di piazza come se il problema fosse chi le cavalca e non i motivi che ci sono alla base. Il contrasto che serpeggia nella società, e che l’epidemia e la crisi economica e sociale che ne è derivata sta portando clamorosamente in luce, è quello tra garantiti, allarmati dei risvolti sanitari, e i non garantiti, disperati da quelli economici. Non giovani contro anziani, no nord contro sud. Non solo.

Come non vedere? Nessun razzo sparato da un ultrà può nasconderlo. Voi siete lì per questo. Non per battere il virus, a quello ci pensino i virologi che speriamo non siano tutti in tv; voi dovete progettare la nuova Italia post pandemia. Per farlo avete a disposizione mezzi economici enormi e speriamo anche idee straordinarie come il momento richiede.

È questo il campo della politica, è questa la funzione di una classe dirigente. Coordinatevi. Battete un colpo.

Sembra di essere in un film di fantascienza. Un virus si diffonde nel mondo e non uccide tanto le persone quanto le economie, i rapporti sociali fino a minare le nature degli stati, alterare le democrazie e ridisegnare un nuovo equilibrio mondiale fondato sul controllo telematico delle persone e del territorio. Mentre il solo antigene lo possiede la grande finanza internazionale che dal sicuro dei suoi affari tesse le proprie impalpabili reti digitali sul pianeta come fossero nuovi meridiani e paralleli con cui ridisegnare la geografia del potere globale. Un virus così congeniale a quegli affari da far passare addirittura in secondo piano l’eventualità che non sia naturale. In questo caso serve chi trova chi c’è dietro.

Cerco di resistere, ogni volta me lo impongo ma poi vi vedo e vi sento, ripetutamente, qui, là, ovunque, in continuazione e allora me lo tirate fuori. Il mio ruolo, come cittadino e per di più giornalista, è fare domande. Il vostro, quello che avete scelto, cari politici, è quello di dare risposte. E allora, almeno in questo caso, rispondete!

Eugenio Mataletti

Giornalista con due passioni, lo sport e l’ambiente, e la ventura di raccontarli da tempo in televisione, per radio, sulla carta stampata e online. Ma il meglio deve ancora venire

Eugenio Mataletti

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