A maggio di nuovo via al calcio: forse sì, forse no

Il decreto del Presidente del Consiglio emanato questa sera dispone la sospensione di tutte le attività sportive (compresi eventuali allenamenti) fino al 13 aprile: salvo complicazioni, ovviamente, che si spera ardentemente non sopravvengano. Chiuso, anzi rinviato, il discorso Olimpiadi, l’attenzione e le speranze degli sportivi “casalinghi”, non solo in Italia, si concentrano su quello che è indubbiamente il più gettonato “gioco” sia praticato sia seguito: il Calcio.

Campionati e Coppe, come il resto delle attività sportive e non, hanno subito uno stop inaspettato e forse anche troppo dilazionato (l’ipotesi di qualche coinvolgimento di stadi aperti per l’acuirsi del contagio coronavirus nelle aree settentrionali del Paese non è poi così fantasiosa), con conseguenze sensibili dal punto di vista economico per tutte le società.

Anche per questo Lega Calcio in Italia e Uefa in Europa stanno cercando possibili soluzioni a seconda di come si evolverà l’emergenza epidemiologica. In particolare la Uefa, riunitasi virtualmente con tutte le 55 Federazioni del Vecchio Continente, ha delineato due diversi scenari, con ripartenza verso il mese di giugno: se sarà possibile riprendere già dall’inizio del mese, allora campionati e coppe potrebbero procedere di pari passo; se invece si dovese slittare alla metà del mese, allora prima verrebbero terminati i campionati nazionali e poi si passerebbe all’Europa e alla Chaampions League.

Ciò comporterà, ovviamente, la necessità di cambiare anche il periodo di inizio della nuova stagione calcistica: nel primo caso si partirebbe all’inizio di settembre con i Campionati nazionali, altrimenti il tutto si sposterebbe almeno a metà settembre, con l’inizio delle Coppe a metà ottobre (o, più realisticamente, vista anche la situazione negli altri Paesi europei, almeno a novembre).

E il calciomercato? Bè, facendo un po’ le corse, un ritaglio di tempo questa estate ci rimarrebbe. Poco, d’accordo, così come poco sarebbe comunque il tempo a disposizione per disputare le partite di Champions ed Europa League. Secondo quanto stabilito nella riunione Uefa, si potrebbe ricorrere a una specie di tour-de-force, facendo giocare addirittura 4 partite a settimana!

Per le Coppe nazionali, invece, l’organizzazione europea ha lasciato libertà di scelta alle singole Federazioni: si potrà decidere quindi se assegnare o meno la Coppa nazionale, mentre non ci saranno “penalizzazioni” per quel che riguarda la partecipazione all’Europa League. Ciò in pratica significa, guardando alla nostra serie A, che anche la settima qualificata potrebbe accedere alla competizione.

La imprevedibilità del Covid-19, che ha preso in contropiede le istituzioni politiche e sanitarie di tutto il mondo, ci impone però di delineare anche un terzo, non augurato, scenario, e cioè che non si possa riprendere l’attività sportiva alla data ipotizzata. E allora? Cosa potrebbe succedere? Il patron di Federcalcio, Gabriele Gravina, in un suo intervento a “TMW Radio”, si è mostrato ottimista, o almeno ha ribadito la speranza di molti: “L’idea è di partire dal 20 di maggio o in un’ultima analisi ai primi di giugno. Sappiamo che sono ipotesi, vogliamo dare un messaggio di speranza a tutti i cittadini. Fermo restando che il calcio passa in secondo piano rispetto alla lotta al virus».

Secondo Gravina “annullare il campionato sarebbe abbastanza complicato, dopo averne disputato due terzi. Ci sarebbe una grave ingiustizia che porterebbe a un’emergenza legale durante un’emergenza epidemiologica. Bisognerebbe decidere se assegnare o meno lo scudetto e la stessa Juventus non mi pare gradisca particolarmente una soluzione di questo tipo”. Per quanto riguarda invece la serie B secondo Gravina la promozione spetterebbe alle prime due, mentre la terza dovrebbe impegnarsi nei play-off.

Una sola cosa resta certa: le partite si giocheranno a porte chiuse e probabilmente anche in impianti scelti ad hoc, non necessariamente quelli “di casa”. A casa, davanti al televisore, rimarranno invece i milioni di sportivi amanti del calcio. Augurandosi fortemente, da bravi tifosi, che la scienza riesca a vincere la partita contro questo maledetto Covid-19.

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