Immigrati, agricoltura, sanità: nuovo pretesto per l’opposizione

Qualche settimana fa il presidente del consiglio, obtorto collo, si è dovuto piegare alle ragioni della realpolitik e discutere con le opposizioni, prima che approdassero in Parlamento, i vari provvedimenti che l’emergenza del coronavirus richiedeva.

E così al primo piano di Palazzo Chigi abbiamo visto salire Matteo Salvini e Giorgia Meloni, accompagnati da Antonio Tajani che nella delegazione rappresenta Silvio Berlusconi. Un po’ come quei talk televisivi di questi giorni dove, assente il pubblico per evitare contagi, sulle poltrone vengono messe delle gigantografie di vari personaggi famosi.

Il clima politico è migliorato? Sembra di no. Perché sia il segretario della Lega che la presidente di Fratelli d’Italia, con il “messaggero” di Forza Italia, continuano a lamentare non il confronto – che chiedevano e che c’è – ma il non accoglimento delle loro proposte. Diverso sarebbe se il Governo decidesse di farle sue.

Ma qui cadiamo nella non conoscenza, peraltro scontata, del diritto costituzionale: il governo propone, il Parlamento discute, eventualmente emenda e il provvedimento quindi diventa legge. Esattamente il contrario del comportamento di Salvini quando era agli Interni: il ministro decide senza alcuna concertazione, il presidente del consiglio e gli alleati obbediscono, il Parlamento in cinque minuti ratifica.

Facile immaginare che cosa sarebbe stato se in autunno si fosse andati alle urne e Salvini si fosse preso i pieni poteri… Orban docet.
Ma adesso il segretario della Lega è all’opposizione e allora si cambia spartito per suonare una diversa musica: i provvedimenti li decide l’opposizione e la maggioranza li fa suoi. Altrimenti… addio pace politica e pace sociale.

E a proposito di pace sociale c’è un bubbone che sta per esplodere, in qualche modo collegato alla pandemia: la drammatica situazione dell’agricoltura. Con la mancanza di mano d’opera stagionale, gli allevamenti sono fermi, i campi abbandonati e le coltivazioni destinate al macero. E dalle organizzazioni di settore si leva, preoccupato, il grido di allarme e la richiesta di interventi rapidi e mirati.

Ma come per l’emergenza sanità la soluzione non è agevole. Il Governo è al lavoro per un’intesa con i Paesi dell’Est Europa e riportare gli stagionali in Italia garantendo a tutti sicurezza e un regolare contratto di lavoro. “Soltanto dalla Romania – dice la ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova – arrivano ogni anno oltre 107 mila stagionali, un terzo di tutta la manodopera straniera. Sono loro che è urgente far ritornare”.

E il presidente della Coldiretti sottolinea la necessità, con quanti saranno impiegati nei campi italiani, di “concordare un piano di garanzia della sicurezza e della salute in modo tale che quando rientreranno nel Paese d’origine non dovranno essere sottoposti a nessuna quarantena”.

Accorgimenti e contratti che non hanno mai avuto le migliaia di raccoglitori di patate e pomodori che da anni sono vittime “invisibili” di un caporalato che non conosce regole se non quella dello sfruttamento.

E Salvini? Già contrario ai barconi degli immigrati e all’ingresso di mano d’opera straniera che toglierebbe lavoro agli italiani, si prepara a soffiare sul fuoco del malcontento, puntando proprio su quei lavoratori in nero, soprattutto al sud, che non potranno assolutamente accettare i due pesi e le due misure.

E’ un problema che Conte e il Governo – come per le altre emergenze – dovranno al più presto affrontare, mettendo in conto le inevitabili critiche dell’opposizione, Lega in primis L’ideale sarebbe una sorta di piano Marshall da estendere anche all’agricoltura nei suoi vari e articolati comparti.

Pietro de Angelis

Giornalista parlamentare collabora con importanti media nazionali. In Parlamento per oltre 40 anni ha seguito la storia politica del Paese, dalla prima repubblica ad oggi. Ha ricoperto l'incarico di caposervizio all'agenzia giornalistica Asca per la quale successivamente ha diretto, come redattore capo, il servizio politico-parlamentare. E' stato tra i fondatori di Mediaquattro ed è autore per Socialpolitik delle rubriche "Le pietruzze" e "Pillole... di saggezza?"

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: