G20: pieno successo del Summit di Roma

Nel documento finale evidenziati i punti salienti degli accordi raggiunti al termine dell’incontro

Un “Summit di successo”, così il Presidente Usa Joe Biden ha definito la riunione del G20 di Roma, mentre la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen twitta: «le 20 maggiori economie del mondo oggi hanno fatto grandi passi in avanti per affrontare il COVID19 e preparare il mondo alle future pandemie, per rendere più giusta la ripresa e per affrontare il cambiamento climatico». Meno entusiasta ma con un po’ di speranza Gutierrez: «Mentre accolgo con favore l’impegno del G20 verso soluzioni globali, lascio Roma con le mie speranze insoddisfatte, ma almeno non sepolte per sempre».

Più ottimista il presidente britannico della COP26, Alok Sharma, che si è detto «cautamente fiducioso» dei risultati emersi dal G20 di Roma in materia di impegni sui cambiamenti climatici, con l’indicazione dell’obiettivo di arrivare a garantire il contenimento del surriscaldamento terrestre non oltre 1,5 gradi in più entro «la metà del secolo o vicino» a quella scadenza. Sharma riceve il testimone da Draghi che aveva affermato in conferenza stampa conclusiva “che Roma ha costruito solide basi per la COP26” chiamata ora a continuare a lavorare per migliorare le conclusioni raggiunte dai G20.

Quali i punti salienti del documento finale del vertice del G20 di Roma:

  • viene spostato l’obiettivo della temperatura media globale da 2 a 1,5°C, perseguendo gli sforzi già raggiunti negli Accordi di Parigi per limitarla a 1,5 gradi al di sopra dei livelli preindustriali. “Qualcuno di noi chiede perché spostiamo il nostro obiettivo da 2 a 1,5 gradi? Perché lo dice la scienza” aveva spiegato ancora Draghi. “Dobbiamo ascoltare gli allarmi che vengono dalla comunità scientifica mondiale”. L’ultimo rapporto del Gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici mostra che dobbiamo effettuare riduzioni immediate, rapide e sostanziali alle emissioni per evitare “conseguenze disastrose”. Draghi ha poi sottolineato in conferenza stampa finale: «il senso di urgenza c’è ed è stato condiviso da tutti e si vede nel fatto che l’obiettivo dell’1,5 gradi è stato riconosciuto come scientificamente valido. C’è stato anche un impegno a non intraprendere politiche di emissioni che vadano contro il trend che tutti si sono impegnati ad osservare fino al 2030. Si può pensare che questo impegno venga mantenuto. Dopo Parigi le emissioni sono aumentate, soprattutto dopo il Covid. C’è una certa preoccupazione e occorre ora dimostrare credibilità attuando le promesse fatte».
    L’obiettivo emissioni zero, con la contestuale fine del processo di decarbonizzazione, sarà raggiunto “entro o intorno a metà secolo” questa la formula scelta nella dichiarazione per venire incontro alle diverse situazioni tra i Paesi con cui è stato aperto un confronto che ha tenuto in considerazione le differenti posizioni di Stati come India, Cina e Indonesia, mentre la Russia – ha dichiarato di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2060”. I Paesi aderenti termineranno entro l’anno i finanziamenti alle nuove centrali elettriche a carbone all’estero entro il 2021.
  • vengono confermati i 100 miliardi di dollari di stanziamento ai Paesi più fragili per affrontare nei prossimi anni la sfida della transizione ecologica anche utilizzando meccanismi compensativi così co-me proposto da Macron. L’Italia triplicherà l’impegno finanziario per il fondo green sul clima a 7 mi-liardi entro i prossimi 5 anni.
  • Raggiunto un accordo storico che stabilisce la Minimum International Tax del 15% per le grandi multinazionali da applicarsi in ogni paese dove operano.
  • Al centro delle intese anche pandemia e vaccini – con l’impegno di immunizzare almeno il 40% della popolazione mondiale entro fine 2021 e il 70% entro metà 2022 e di aiutare su questo fronte i Paesi in via di sviluppo – e le questioni economiche. Il presidente Usa Biden annuncia la rimozione dei dazi su acciaio e alluminio europei, con l’impegno della Commissione Ue a fare altrettanto vero quelli statunitensi.
  • Nel documento è specificato anche che: «Riconoscendo l’urgenza di combattere il degrado del suolo e creare nuove vasche di assorbimento del carbonio, condividiamo l’obiettivo ambizioso di piantare collettivamente 1.000 miliardi di alberi, concentrandoci sugli ecosistemi più degradati del pianeta». Ed ancora si legge: «Sollecitiamo gli altri Paesi a unire le forze con il G20 per raggiungere questo obiettivo globale entro il 2030, anche attraverso progetti per il clima, con il coinvolgimento del settore privato e della società civile».

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